Corsa spericolata sulla tangenziale Est finché l’uomo in fuga, un 29enne pluripregiudicato evaso dai domiciliari, è stato bloccato dalla polizia che gli dava la caccia. Stava scappando dopo aver rapinato una macchinaCorsa spericolata sulla tangenziale Est finché l’uomo in fuga, un 29enne pluripregiudicato evaso dai domiciliari, è stato bloccato dalla polizia che gli dava la caccia. Stava scappando dopo aver rapinato una macchina.

«Oh… mi hai preso con lo specchietto… Non mi hai visto?».«Ma no, cosa dici? Non me ne sono accorto…». Sembra una lite stradale, neppure troppo accesa. Un ragazzo, 22 anni, scende dalla sua Peugeot 206 grigia: il dialogo dura pochi minuti, con quel passante che prima reclama per un urto inesistente, e poi però ha un atteggiamento rassicurante, all’apparenza tranquillo. Tanto che a un certo punto dice: «Va bene, dai, non è successo niente. Anzi, visto che sono in ritardo, mi daresti uno strappo?». Il giovane accetta, si fida, e così apre lo sportello allo sconosciuto: senza sapere che si tratta di un pregiudicato, origini campane, Giuliano Abruzzese, 29 anni, un «evaso», perché in quel momento dovrebbe essere in casa agli arresti domiciliari. Sono circa le 8.20 di mercoledì mattina, in via Amadeo, zona Città Studi.

E pochi minuti dopo arriva una chiamata al 113: «Mi hanno rapinato, mi hanno portato via l’auto».Inizia in quel momento un intervento delle Volanti della polizia che si chiuderà quasi due ore dopo, al termine di un inseguimento per le strade nei quartieri Nord della città, un paio di chilometri contro-mano in Tangenziale, auto speronate, un incidente con un furgone, un complicato arresto nel quale i poliziotti avranno bisogno di usare lo spray urticante, otto agenti feriti o contusi (nessuno grave). Perché pochi secondi dopo essere salito in auto, Abruzzese minaccia il ragazzo alla guida, lo colpisce, lo butta in strada con la forza e scappa con la Peugeot 206. Che ha un allarme collegato a un impianto satellitare. E dunque, alle 9.21, viene localizzata. La prima Volante la aggancia in via Giacosa, in zona via Padova.

 Abruzzese vede l’auto della polizia nello specchietto e accelera. La Volante lo segue. Lungo il percorso si aggiungono altre due pattuglie. Da via Giacosa, la macchina scappa verso viale Monza, fino a via Valtorta, poi di nuovo verso viale Monza, via Palmanova, fino alla rampa della tangenziale Est, che imbocca verso Sud, nel senso di marcia corretto.
Il pregiudicato era agli arresti domiciliari in via Paravia (in zona San Siro) dal 14 febbraio scorso, accusato di violenza e minaccia contro un pubblico ufficiale. Personaggio violento, litigioso, con una lunga lista di altri precedenti per truffa, danneggiamento, furto, lesioni, un tentato omicidio (risalente al 17 novembre 2014), ricettazione, più una serie di gravi contestazioni per il codice della strada. «Questo tizio era davvero un pericolo pubblico», racconta un poliziotto. Gli agenti delle Volanti, guidati da Maria Josè Falcicchia, se ne sono resi conto durante l’inseguimento in Tangenziale. «È stata una situazione molto pericolosa, ma andava fermato».Abruzzese vede l’auto della polizia nello specchietto e accelera. La Volante lo segue. Lungo il percorso si aggiungono altre due pattuglie. Da via Giacosa, la macchina scappa verso viale Monza, fino a via Valtorta, poi di nuovo verso viale Monza, via Palmanova, fino alla rampa della tangenziale Est, che imbocca verso Sud, nel senso di marcia corretto.
Il pregiudicato era agli arresti domiciliari in via Paravia (in zona San Siro) dal 14 febbraio scorso, accusato di violenza e minaccia contro un pubblico ufficiale. Personaggio violento, litigioso, con una lunga lista di altri precedenti per truffa, danneggiamento, furto, lesioni, un tentato omicidio (risalente al 17 novembre 2014), ricettazione, più una serie di gravi contestazioni per il codice della strada. «Questo tizio era davvero un pericolo pubblico», racconta un poliziotto. Gli agenti delle Volanti, guidati da Maria Josè Falcicchia, se ne sono resi conto durante l’inseguimento in Tangenziale. «È stata una situazione molto pericolosa, ma andava fermato».

La Peugeot rapinata, a quel punto sono quasi le 10, corre e sorpassa, la seguono tre Volanti, si aggiungono altre due auto del Reparto prevenzione crimine della polizia, che erano in zona per un altro servizio, si avvicina anche un’auto dei carabinieri. I poliziotti, dopo una decina di chilometri, riescono a stringere e bloccare la Peugeot all’altezza dell’uscita Camm, in zona Mecenate, senza uscire dalla tangenziale. Ma Abruzzese sperona le Volanti, si fa spazio, ingrana la retromarcia, fa inversione e, rimanendo nella stessa carreggiata, riparte: è la fase più pericolosa dell’operazione, perché stavolta la macchina corre in direzione contraria al traffico, urta diverse auto di passaggio fino a che, dopo un paio di chilometri, si schianta contro un furgone. I poliziotti scattano giù dalle Volanti, ma Abruzzese continua a urlare, scalciare, cerca di divincolarsi, fino a che non viene investito dallo spray irritante e, solo a quel punto, riescono ad ammanettarlo. Sono passate le 10.10 e la Tangenziale si blocca, traffico fermo, arrivano le ambulanze.
Qualche ora dopo, negli uffici della questura, sull’ultimo verbale di arresto a carico di Giuliano Abruzzese viene segnato l’elenco di reati che riassume la sua mattinata di delirio criminale: violenza, resistenza, rapina, evasione.

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