Mistero sulla ricercatrice di Vimercate (Monza e Brianza) trovata morta a Cambridge. La donna si trovava in Gran Bretagna per un congresso. La morte è di mercoledì della scorsa settimana. La polizia inglese, da un primo esame, non ha trovato tracce evidenti di violenza sul corpo. Simona Baronchelli sarebbe morta per cause naturali. Solo gli esiti dell’autopsia eseguita ieri ma che saranno resi noti a giorni, potranno dare la certezza sulle cause. La ricercatrice era specializzata in genetica applicata, lavorava per il Cnr e stava svolgendo degli studi sulle cellule staminali.

Secondo quanto riporta il sito nuovabrianza.it

Simona Baronchelli era anche attivista di Emergency. “Sin da piccola era fetta da allergie importanti, ma le sapeva gestire. Simona non aveva nemici – Secondo quanto riferito dal padre Luigi – Non riesco neanche a ipotizzare che qualcuno possa avere fatto del male. Spero che i patologi mi diano ragione. Lascia un vuoto incolmabile. Considerando anche le sue competenze – dicono i colleghi del Cnr-Irgb parlando delle sue competenze (la donna era specializzata in genetica applicata) – il suo entusiasmo e la sua dedizione alla scienza che l’avevano vista coinvolta in diversi progetti di ricerca”.

Proprio a Cambridge si svolgeva il workshop Stem Cell Culture. La ricercatrice partecipava al convegno per continuare il progetto che la vedeva da tempo impegnata. Secondo quanto riferiscono i colleghi, alle 12 di martedì 30 novembre hanno saputo che la 32enne non si era presentata a un appuntamento di lavoro programmato. Subito è scattato l’allarme. Hanno subito appreso che la sera prima la ricercatrice aveva prenotato un taxi per la mattina successiva che non è mai stato preso. Dopo varie ipotesi, i colleghi e la responsabile hanno contattato l’albergo. Senza riuscire ad avere informazioni. La notizia del suo ritrovamento l’hanno poi avuta nelle ore successive. Quando si era stato allertato anche il padre.

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