Se una persona scompare per più di 48 ore, il caso va trattato presumendo che sia stata sequestrata o uccisa: e’ quanto si legge in un vademecum del Ris sulle persone scomparse, quanto mai attuale alla luce dei femminicidi in cui sempre più spesso non si trova il cadavere della vittima. A mettere a punto le “Linee guida in caso di persone scomparse”, 16 regole per inquirenti, familiari e conoscenti, e’ stato l’ex comandante del reparto specializzato di Parma dei Carabinieri, Luciano Garofano, che le ha pubblicate nella postfazione del libro dell’inviata di Quarto grado, Francesca Carollo, “Le amiche che non ho più”, edito da Tullio Pironti. L’ultima regola, ma la prima per importanza, e’ che nel dubbio sui deve che si e’ di fronte a un sequestro o a un omicidio se sono passati due giorni senza notizia della persona scomparsa.

Il vademecum invita a intervistare immediatamente la persona che denuncia la scomparsa, stabilendo il grado di parentela o amicizia. Verificare che la persona sia effettivamente scomparsa e in quali circostanze, stabilendo la gravita’ dell’evento: allontanamento volontario, suicidio, sequestro, omicidio. Poi si deve stabilire se la persona scomparsa era un soggetto a rischio o se puo’ trattarsi di un crimine. Determinare quando e da chi e’ stata vista per l’ultima volta la persona scomparsa. Intervistare chi ha avuto l’ultimo contatto con la persona scomparsa. Stilare una lista di parenti, amici, colleghi, etc. della scomparsa e intervistarli il prima possibile. E’anche importante elaborare la storia e le dinamiche familiari della persona scomparsa. Acquisire un’accurata descrizione, foto e oggetti personali da utilizzare per la ricerca con i cani. Avviare immediatamente le ricerche sulla base delle informazioni raccolte, particolari e abitudini che riguardano la persona scomparsa, i luoghi che abitualmente frequenta e dove e’ stata vista per l’ultima volta. Se necessario, considerare il luogo/l’area della scomparsa come una scena del crimine e ispezionarla/requisirla per i necessari interventi tecnico-scientifici. Raccogliere oggetti personali della persona scomparsa che possano contenere il suo Dna per futuri confronti. Stabilire se oggetti o cose di proprieta’ della persona scomparsa mancano dal luogo/scena. Garantire l’integrita’ del luogo/scena dove e’ maturata la scomparsa. Mettere a punto un articolato piano di indagine. Determinare quali altre risorse e strumenti investigativi sono necessari e assicurare la più ampia collaborazione tra tutte le unita’ necessarie.

Le scomparse registrano un costante e preoccupante aumento: nei primi sei mesi del 2015, infatti, sono state presentate quasi ottomila nuove denunce e solo nel 2014 sono scomparse 5.364 donne, di cui 1.028 non sono state ancora ritrovate e almeno 200 potrebbero essere vittime di reati. Secondo l’ultima relazione semestrale del Commissario straordinario ammontano a 31.372 le persone ancora da rintracciare, dileguatesi tra il 1974 e il giugno del 2015. Tra loro c’e’ anche Roberta Ragusa, una delle tre protagoniste del libro della Carollo insieme a Lucia Manca e Federica Giacomina: sono tre vittime di femminicidio che gli italiani hanno imparato a conoscere attraverso le pagine di cronaca nera, ma per l’inviata della trasmissione Quarto grado sono semplicemente “Roberta, Lucia e Federica”. A loro la giornalista ha voluto dedicato un libro, che dal 19 maggio sara’ in vendita anche in tutte le edicole italiane. In realta’, spiega l’autrice all’Agi, “non ho le ho mai incontrate di persona, ma dopo quattro anni di lavoro, ho imparato a conoscerle attraverso gli occhi e i racconti dei loro familiari, delle amiche e persino dei carnefici. Sono diventate delle amiche verso cui provo un sentimento profondo”. Donne che come tante altre sognavano una vita famigliare felice: “Roberta Ragusa – che tutt’ora risulta scomparsa – ha lasciato due figli. Federica Giacomini, pornostar e ballerina di lap dance conosciuta nell’ambiente con il nome di Ginevra Hollander, era una donna che nelle pause tra una scena e un’altra parlava del suo desiderio di costruire una famiglia, sognava dei figli”.

Secondo l’ultimo rapporto Eures sul femminicidio in Italia, 152 donne sono state uccise nel 2014 dai partner, circa il 32% delle vittime totali. “Non c’e’ quasi mai un ‘uomo nero’ che arriva da fuori, l’assassino vive, o ha vissuto in passato, in casa” osserva Carollo. “Questo libro non vuole essere una lezione agli uomini, ma un monito alle donne a prestare attenzione. Qualche giorno prima di sparire, dopo la caduta dalle scale, Roberta Ragusa aveva detto alle sue amiche che il marito aveva tentato di ucciderla”. “Voglio portare un fiore immaginario a loro e, nel mio piccolo, aiutare le altre donne che si trovano in situazioni difficili. Se almeno una di loro dopo aver letto il libro avra’ il coraggio di sporgere denuncia, allora avro’ fatto un buon lavoro”. Per Francesca Carollo il cambiamento, prima ancora che dalla giustizia, deve arrivare dalla societa’, in particolare “dalle mamme che devono educare i figli al rispetto delle donne”. “Gli esempi sbagliati sono un danno enorme, pensiamo al caso di Caivano dove le mamme educavano i figli all’omerta’. E’ un lavoro profondo che parte dalle mura domestiche”. (AGI)

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