di ADELINA BEATRICE SCORDA

 

È il 9 dicembre del 2015, è mattina, un giorno uguale a tutti gli altri, scandito da una routine familiare fatta di sveglie, colazione, scuola e lavoro. Angela Battaglia è una giovane studentessa universitaria di 24 anni, vive Bianco, un paese di quattromila anime in provincia di Reggio Calabria, e il 9 dicembre è il giorno in cui la sua vita è cambiata per sempre. Sono circa le nove del mattino, in casa c’è solo Angela, è in pigiama nella sua stanza quando si ritrova davanti l’ex fidanzato.

O torni con me o ti ammazzo

La storia era nata come tante sui social network. I due avevano iniziato a frequentarsi. L’amore sembrava sbocciato. Dopo qualche tempo i primi dubbi “su quella crescente gelosia divenuta ossessione”. “Quando stavo con Giuseppe non potevo fare niente, non potevo parlare con nessuno che non piacesse a lui”, racconta. Un amore che durava da qualche anno, fatto di alti e bassi di litigi e ricatti. “Quando l’ho lasciato ha iniziato a mandarmi fiori e lettere che io buttavo via. Non mi aspettavo che potesse arrivare a fare una cosa del genere”. Ricatti, pressioni, ma fino a quel giorno Angela racconta che lui non era mai stato violento.

Giuseppe Gambettola, 30 anni di Gioia Tauro, lui accecato da un amore folle, malato, aveva deciso: “sarai mia o di nessun altro”. Lui forse aveva già progettato ogni cosa. Quella tragica mattina attende che tutti escano di casa, consce bene le abitudini della sua ex fidanzata. Angela è da sola e per Giuseppe è il momento di agire. Scavalca il muretto di cinta dell’abitazione della ragazza che si trova sul lungomare di Bianco, zona poco trafficata in inverno, e approfittando della solitudine del luogo, si muove indisturbato entrando in casa dalla porta di servizio.

Una more morboso quello di Giuseppe Gambettola, una gelosia ossessiva, che aveva rinchiuso Angela in una gabbia dalla quale voleva uscire. Quando erano fidanzati, racconta ancora Paola,la sorella della vittima, Giuseppe diceva che non le avrebbe fatto più vedere la famiglia, la mamma, il papà, le sorelle. La minacciava tutti i giorni”. Minacce di cui evidentemente la giovane donna si era stancata, decidendo di mettere la parola fine a quella storia. Angela decide di lasciare il fidanzato, una decisone difficile, faticosa, che arriva solo un mese prima dell’aggressione. Angela raccoglie tutta la forza che ha è lascia finalmente quel ragazzo così geloso è ossessivo che ormai non la faceva più vivere. Interrompe una relazione ormai malata. Una decisione, che l’ex fidanzato non accetta e che anzi avrebbe fatto scattare in lui una rabbia accecante.  “Voleva Angela tutta per se. Mia sorella non si meritava tutto questo, racconta ancora la sorella Paola. Ho lasciato mia sorella sola dieci minuti per andare in posta e al ritorno l’ho trovata massacrata come un animale da un animale. Chiediamo giustizia”.

Il racconto di quegli stanti è agghiacciante. Nel silenzio della casa vuota Angela si ritrova davanti il suo aguzzino. Lui la guardava fisso e le ripeteva “torna con me e scappiamo via, altrimenti muori. Non puoi essere di nessun altro”. Poi la feroce aggressione. Con una forza inaudita Giuseppe le ha stretto le mani al collo, poi le ha preso i polsi per immobilizzarle le mai, colpendola con forza prima al volto poi alle spalle e infine allo stomaco. Inutili i tentativi di fuggire, lui riesce a bloccarla. Estrae il coltello e la colpisce ripetutamente mentre con una mano le tappava la bocca. Cade a terra Angela, è stremata, ma lui non si ferma, la sua rabbia non si placa, non ha pietà. Continua a infierire rabbioso su di lei, “Mentre gli chiedevo perché – racconta – lui trafiggeva con più forza il mio corpo”. Sedici colpi. Giuseppe affonda il coltello, lo pianta nella gola, la colpisce la seno, al torace, all’addome, alle gambe e persino al piede. I segni di quella violenza non andranno mai via dal suo corpo e dalla sua anima.

È una lotta fra Angela e il sue ex fidanzato, una lotta fra la vita e la morte. Nonostante la mano di lui è stretta sulla sua bocca per non farla fiatare, Angela urla con tutta la forza che ha in corpo, lo costringe a scappare. È viva ma agonizzante immersa in una pozza di sangue. A sentire quelle grida disperate è suo cognato che abita poco distante dalla casa di Angela, sul lungomare di Bianco, è lui che scopre per primo cosa è appena accaduto. Poi la corsa verso l’ospedale per salvarle la vita. Le condizioni di Angela sono gravissime. Saranno mesi difficili quelli che attendono Angela, che dopo tutto avrà la forza di reagire, sostenuta dal calore della sua famiglia e del suo paese strettosi attorno a lei in un abbraccio profondo.“Ha combattuto contro una bestia – racconta Paola la sorella – è stata salvata, se mio marito non l’avesse sentita e soccorsa lei non sarebbe qui con noi” e adesso Angela lotta con tutta se stessa, per tornare alla sua vita quella che lui, voleva strapparle.

Mentre Angela e stesa su un letto di ospedale, l’ex fidanzato tenta una fuga disperata A inchiodarlo sono le telecamere di videosorveglianza che hanno ripreso i suoi movimenti, l’entrata furtiva in casa dalla porta di servizio lui che esce dopo 10 minuti dalla casa di Angela per poi fuggire verso Gioia Tauro. Ma per l’ex fidanto di Angela la fuga è breve, i carabinieri lo trovano a casa, qui l’ultimo disperato tentativo di fuggire alla realtà. Forse capisce che per lui non c’è più scampo e così tenta di uccidersi ingerendo della candeggina. Ma i carabinieri lo salvano, sarà trasferito in ospedale e lì piantonato per giorni. Giuseppe Gambettola, ritenuto l’unico indiziato dell’aggressione verrà successivamente arrestato per il tentato omicidio della ex fidanzata.

Nel frattempo la saluta di Angela manda in confusione i medici e i familiari, un giorno sembra essere sulla strada giusta per la via della guarigione, il giorno dopo non è più così

Ma Angela sopravvive nonostante le ferite e le numerose operazioni, Angala vive e diventerà per la sua comunità il simbolo di una battaglia, simbolo di chi si ribella, nonostante la violenza, la ferocia, le bugie di un amore che è solo possessione. Angela, porterà addosso le ferite di quel terribile 9 dicembre, ma tornerà alla sua vita più forte di prima. Che fine farà il suo aggressore di quell’uomo che le prometteva amore? Il processo si sta dibattendo in queste settimane, per lui l’accusa di tentato omicidio.

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