Era scomparsa da casa, ma poche ore dopo è stato ritrovato il suo corpo sul greto di un fiume ad Alatri, in provincia di Frosinone. La donna, la 37enne Michela Rezza, era semisvestita e aveva una ferita alla testa: il giallo è ancora sotto investigazione da parte dei carabinieri che hanno sentito a lungo il compagno. L’ipotesi che sta crescendo è che la donna possa essere stata uccisa ma è ancora presto per dirlo.

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La ferita sull’arco sopraccigliare sinistro potrebbe infatti essere stata causata anche da una caduta, come il particolare degli abiti mancanti potrebbe essere dovuto semplicemente all’azione della corrente del corso d’acqua. Sul posto si è recato il sostituto procuratore della Repubblica di Frosinone, Vittorio Misiti, e i carabinieri, aiutandosi con la luce delle cellule fotoelettriche, hanno compiuto una prima ispezione della zona.

Delitto dunque o incidente? Gli inquirenti, data la delicatezza del caso, non si sono ancora espressi, in attesa di qualche elemento forte che faccia propendere in una o nell’altra direzione. Per sciogliere il giallo determinante sarà l’esame autoptico sulla salma della 37enne. Il sostituto Misiti ha affidato una consulenza medico-legale al prof. Saverio Potenza, dell’Università romana di Tor Vergata, che domani si recherà in Procura a Frosinone per prendere l’incarico e poi, forse già nel tardo pomeriggio, eseguirà l’autopsia. Ma non è da escludere che, una volta ascoltati i familiari e i conoscenti della donna, i militari dell’Arma possano già avere elementi sufficienti a formulare una prima ipotesi concreta sull’accaduto.

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