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	<title>facebook &#8211; Cronaca in diretta &#8211; Scomparsi</title>
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	<title>facebook &#8211; Cronaca in diretta &#8211; Scomparsi</title>
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		<title>Torna a casa dopo 5 anni</title>
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				<pubDate>Mon, 10 Sep 2018 09:54:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Sonia Russo]]></dc:creator>
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	Era scomparsa cinque anni fa da Friburgo, in Germania: era il 2013 e Maria H. aveva 13 anni. Ma in questi giorni la giovane è riapparsa. Da Milano ha scritto un messaggio su Facebook al padre: &#8220;Scusa, papà, riportami a casa&#8221;. Così alcuni amici del padre sono corsi a prenderla a fine agosto, come ha [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/torna-a-casa-dopo-5-anni/"><img title="BBN4riP" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2018/09/BBN4riP.jpg" alt="Torna a casa dopo 5 anni" width="597" height="336" /></a>
	</div>
	<p><span style="font-family: Calibri;">Era scomparsa cinque anni fa da Friburgo, in Germania: era il 2013 e Maria H. aveva 13 anni. Ma in questi giorni la giovane è riapparsa. Da Milano ha scritto un messaggio su Facebook al padre: &#8220;Scusa, papà, riportami a casa&#8221;. Così alcuni amici del padre sono corsi a prenderla a fine agosto, come ha poi riferito la madre della ragazza sempre sul social network. Maria era fuggita da casa con un ultracinquantenne, individuato e arrestato sempre nel capoluogo lombardo, una settimana dopo la sua ricomparsa. L&#8217;accusa è rapimento e violenza sessuale.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;">Dopo 5 anni passati lontani da casa, probabilmente tra la Polonia e Milano, Maria ha raccontato di non essersi fatta viva prima per paura di finire in una casa famiglia: &#8220;Avevo troppa paura per tornare &#8211; avrebbe raccontato ai suoi, &#8211; ma alla fine non sono più riuscita a reggere il senso di colpa. Sapevo di essere ricercata in tutta Europa e solo quando ho capito che non sarei più finita in una comunità per minori, ho trovato il coraggio per uscire allo scoperto&#8221;, ha detto.</span></p>
<p><span style="font-family: Calibri;"> </span></p>]]></content:encoded>
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		<title>Laura Boldrini a Mark: troppo odio su Facebook</title>
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				<pubDate>Tue, 14 Feb 2017 14:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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	Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, ha deciso di contattare Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook per chiedere che vengano presi provvedimenti nell’ottica di contrastare il bullismo online. Dalle pagine di Repubblica si rivolge direttamente al “capo” per denunciare il preoccupante fenomeno dell&#8217;uso violento dei social. Signor Zuckerberg, come molti sono preoccupata per il dilagare [&#8230;]]]></description>
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	<p>Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, ha deciso di contattare Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook per chiedere che vengano presi provvedimenti nell’ottica di contrastare il bullismo online. Dalle pagine di Repubblica si rivolge direttamente al “capo” per denunciare il preoccupante fenomeno dell&#8217;uso violento dei social.</p>
<p>Signor Zuckerberg, come molti sono preoccupata per il dilagare dell&#8217;odio nel discorso pubblico. Fenomeno non generato certo dai social network, ma che in essi ha un veicolo di diffusione potenzialmente universale. Questo dev&#8217;essere quindi per tutti il tempo della responsabilità: tanto maggiore quanto più grande è il potere di cui si dispone. E il suo è notevole. Lei ha affermato che &#8220;su Facebook non c&#8217;è spazio per l&#8217;odio&#8221;. Mi tocca dirle che, almeno in Italia, non è vero. Le faccio pochi esempi. Una ragazza, Arianna Drago, ha richiamato l&#8217;attenzione sull&#8217;inquietante fenomeno dei &#8220;gruppi chiusi&#8221;. Ha avuto il coraggio di pubblicare alcuni commenti di utenti che avevano postato foto di donne ignare, facendone il bersaglio delle loro violente sconcezze.</p>
<p>Facebook ha oscurato il profilo della ragazza, e soltanto dopo che io avevo deciso di condividerne la denuncia ha fatto sapere che era stato sospeso &#8220;per errore&#8221;. C&#8217;è voluta invece qualche settimana perché i gruppi segnalati da Arianna fossero chiusi. E ancora ne esistono diversi di questo tipo che agiscono indisturbati, nonostante le numerose segnalazioni. Il problema è analogo per le pagine di gruppi politici estremisti e violenti. Una ricerca dell&#8217;Associazione Nazionale Partigiani d&#8217;Italia ha catalogato 300 pagine che su Facebook esaltano il fascismo. L&#8217;apologia del fascismo da noi è un reato, ma i rappresentanti italiani della sua azienda rispondono che non è compreso nelle regole di Facebook e che &#8220;gli standard della comunità devono poter valere in ogni Paese&#8221;.</p>
<p>Del resto, parlano chiaro i dati di applicazione del codice di condotta contro &#8220;la diffusione dell&#8217;illecito incitamento all&#8217;odio in Europa&#8221;, che anche la sua azienda ha sottoscritto a maggio 2016 con la commissione Ue. La prima verifica semestrale dice che risulta cancellato appena il 28% dei contenuti segnalati come discriminatori o razzisti. Una media che si ricava dal 50% di Germania e Francia e dal misero 4% italiano. Mi domando se questo dato allarmante lo dobbiamo anche all&#8217;assenza di un ufficio operativo di Facebook in Italia.</p>
<p>Un&#8217;Italia che sconta scarsa collaborazione da parte della sua azienda anche sul fronte della disinformazione, al contrario di quanto avviene in Germania o in Francia. Su questo tema ho da poco lanciato una campagna di sensibilizzazione (<a href="http://www.bastabufale.it/" target="_blank">www.bastabufale.it</a>). Proprio perché sono convinta che le fake news &#8211; create ad arte per fini di lucro, delegittimare l&#8217;avversario o generare tensioni sociali &#8211; provochino danni alle persone e spesso rappresentino l&#8217;anticamera dell&#8217;odio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Maria Tridico)</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ucciso dopo aver denunciato aggressione su Facebook, due arresti</title>
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				<pubDate>Mon, 07 Nov 2016 14:41:01 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/ucciso-aver-denunciato-aggressione-facebook-due-arresti/"><img title="facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/11/facebook-768x576.jpg" alt="Ucciso dopo aver denunciato aggressione su Facebook, due arresti" width="680" height="510" /></a>
	</div>
	Era stata la stessa vittima, un 43enne della provincia di Grosseto, Claudio Carrucoli, a raccontare su Facebook di essere stato aggredito, senza indicare da chi, poco prima di morire in ospedale a Grosseto il 26 settembre per le conseguenze di quelle botte. Ora, in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, è finito un amico del 43enne, fermato dai carabinieri in [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/ucciso-aver-denunciato-aggressione-facebook-due-arresti/"><img title="facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/11/facebook-768x576.jpg" alt="Ucciso dopo aver denunciato aggressione su Facebook, due arresti" width="680" height="510" /></a>
	</div>
	<p>Era stata la stessa vittima, un 43enne della provincia di <strong>Grosseto</strong>, <strong>Claudio Carrucoli</strong>, a <a href="http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2016/09/30/news/muore-a-43-anni-su-facebook-aveva-scritto-aggredito-in-una-stradina-al-buio-1.14178506" target="_blank">raccontare su <strong>Facebook</strong></a> di essere stato aggredito, senza indicare da chi, poco prima di morire in ospedale a Grosseto il 26 settembre per le conseguenze di quelle botte. Ora, in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, è finito un amico del 43enne, fermato dai carabinieri in esecuzione di una misura di custodia cautelare. Agli arresti domiciliari, sempre su ordinanza del gip, anche la moglie del presunto responsabile dell’aggressione a Carrucoli: false dichiarazioni al pm il reato contestato alla donna.</p>
<p>Il 43enne era stato ricoverato in ospedale a Pitigliano con gravi lesioni all’addome, venendo poi trasferito a Grosseto dove è morto. Da quanto ricostruito dai carabinieri l’uomo era rimasto ferito in conseguenza di un’aggressione subita nella notte tra il 10 e l’11 settembre a Sorano. A colpirlo, “per futili motivi”, si spiega in una nota della procura grossetana, sarebbe stato l’amico col quale aveva trascorso la serata, <strong>Luca Mastropietro</strong>, che come scrive l’Ansa è stato arrestato.</p>
<p>Coinvolta poi nell’inchiesta, condotta dai carabinieri di Sorano e del nucleo investigativo di Grosseto, anche la moglie di Mastropietro, <strong>Alessia Morettoni</strong> perchè avrebbe “tenuto – si spiega nel comunicato della procura – una serie di comportamenti tesi a ostacolare le indagini, rendendo false informazioni al pubblico ministero e inducendo l’unico testimone dell’aggressione a celare in tutto o in parte la verità, sia ai carabinieri sia al pubblico ministero”. (fonte: BLITZ QUOTIDIANO)</p>]]></content:encoded>
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		<title>Mette su Facebook foto hard della ex di 13 anni, denunciato un uomo di 25</title>
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				<pubDate>Wed, 19 Oct 2016 09:01:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/mette-facebook-foto-hard-della-ex-13-anni-denunciato-un-uomo-25/"><img title="a-facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/10/a-facebook-768x399.jpg" alt="Mette su Facebook foto hard della ex di 13 anni, denunciato un uomo di 25" width="680" height="353" /></a>
	</div>
	Ha messo sul web foto hard dell’ex fidanzatina, all’epoca tredicenne, come vendetta per essere stato lasciato: un uomo di 25 anni romagnolo, oltre a essere stato denunciato per diffamazione e sostituzione di persona, dovrà rispondere di atti sessuali con un minore di 14 anni. Creato un falso profilo a nome della ragazza L’indagine della polizia [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/mette-facebook-foto-hard-della-ex-13-anni-denunciato-un-uomo-25/"><img title="a-facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/10/a-facebook-768x399.jpg" alt="Mette su Facebook foto hard della ex di 13 anni, denunciato un uomo di 25" width="680" height="353" /></a>
	</div>
	<p>Ha messo sul web foto hard dell’ex fidanzatina, all’epoca tredicenne, come vendetta per essere stato lasciato: un uomo di 25 anni romagnolo, oltre a essere stato denunciato per diffamazione e sostituzione di persona, dovrà rispondere di atti sessuali con un minore di 14 anni.</p>
<p><strong>Creato un falso profilo a nome della ragazza</strong></p>
<p>L’indagine della polizia postale di Rimini, coordinata dal pubblico ministero Davide Ercolani, ha accertato – riferiscono i media locali – che il giovane, dopo la fine della relazione 2 anni fa, aveva creato su Facebook un falso profilo con il nome della ragazza.</p>
<p><strong>Foto in biancheria e a luci rosse</strong></p>
<p>Nell’immagine di copertina lei appariva in biancheria intima, ma all’interno aveva caricato immagini a luci rosse riprese in modo consenziente durante i loro rapporti. Quando la vittima – dopo parecchie richieste di amicizia giunte – ha scoperto i contenuti del sito ha chiesto aiuto disperata ai genitori, che hanno presentato denuncia. (fonte: <a href="http://www.consumatrici.it">consumatrici.it)</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza, botte e riti macabri su una donna conosciuta su Facebook</title>
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				<pubDate>Fri, 10 Jun 2016 14:36:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/violenza-botte-riti-macabri-donna-conosciuta-facebook/"><img title="polizia" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2015/06/polizia.jpg" alt="Violenza, botte e riti macabri su una donna conosciuta su Facebook" width="680" height="363" /></a>
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	Una brutta storia di violenza fisica, sessuale e psicologia e di stalking, quella che ha avuto come vittima una donna lucchese di 45 anni e per la quale la squadra mobile ha arrestato un messinese di 41 anni residente a Villafranca Tirrena, nella provincia siciliana. La storia è raccontata dal quotidiano IL TIRRENO: I due si erano [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/violenza-botte-riti-macabri-donna-conosciuta-facebook/"><img title="polizia" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2015/06/polizia.jpg" alt="Violenza, botte e riti macabri su una donna conosciuta su Facebook" width="680" height="363" /></a>
	</div>
	<p>Una brutta storia di violenza fisica, sessuale e psicologia e di stalking, quella che ha avuto come vittima una donna lucchese di 45 anni e per la quale la squadra mobile ha arrestato<strong> </strong>un<strong> </strong>messinese di 41 anni residente a Villafranca Tirrena, nella provincia siciliana.</p>
<p>La storia è raccontata dal quotidiano <a href="http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2016/06/09/news/violenza-botte-e-riti-macabri-su-una-45enne-arrestato-1.13632027"><strong>IL TIRRENO</strong></a>:</p>
<blockquote><p>I due si erano conosciuti su Facebook. Era nata da subito una profonda simpatia. che aveva indotto la donna a raggiungere l&#8217;uomo, nell’agosto dell’anno scorso, a Messina dove l’uomo era già agli arresti domiciliari per atti persecutori ai danni di una ex su disposizione del gip di Napoli. La relazione, appena nata, da subito appare morbosa.Temendo che la donna possa intrattenere relazioni con altri uomini, l&#8217;uomo le intima di consegnargli la password dell’account Facebook, da cui invia messaggi vocali ad amici della vittima dal contenuto minatorio. Inizia poi a controllarle il telefono le volte in cui sono insieme in Sicilia. Se la donna si rifiuta, la riempie di botte.</p>
<p>Durante tutto il periodo della loro relazione, l’uomo costringe la compagna ad aggiornarlo costantemente dei suoi spostamenti tramite lunghe ed interminabili telefonate effettuate in vivavoce. Se non soddisfatto la mette in punizione imponendole di recarsi in chiesa e seguire un rituale macabro; la donna deve munirsi di un santino ed un ago, inginocchiarsi all’altare, bucarsi un dito e far colare il sangue sul santino. Al rituale l’uomo assiste in diretta in video chiamata.</p>
<p>L’uomo intima alla vittima di cancellare i tatuaggi perchè non dignitosi, altrimenti minaccia di provvedere personalmente con l’utilizzo dell’acido, così come le impone di togliere il piercing. Il 20 aprile scorso, la donna, a Messina da qualche giorno, in procinto di partire e rientrare a Lucca, comunica al compagno la volontà di interrompere la relazione. L&#8217;uomo perde il controllo: la picchia, la costringe ad un rapporto sessuale e dopo averla privata del cellulare la minaccia mostrandole un’arma tenuta in casa. La donna riesce a lasciare la casa e torna a Lucca. Al pronto soccorso dell’ospedale San Luca le vengono refertate le lesioni causatele dall’amante con prognosi di venti giorni. Tuttavia non interrompe la relazione, fino ai primi di maggio, quando esausta dalle continue minacce di morte che l’uomo le indirizza in centinaia di messaggi giornalieri, decide di denunciarlo alla squadra mobile.</p>
<p>Numerosi i messaggi rinvenuti dagli investigatori del tenore di quello che segue “<em>se mi lasci e ti rifai una vita uccido tutti e due e te lentamente così ti accorgi che stai morendo,  se vai dalla parrucchiera vengo e ti sparo nelle gambe, se vai  a cena con la tua collega vengo e ti do la caccia</em>”. L&#8217;uomo, inoltre, minaccia di bruciarle l’autovettura, come aveva già fatto con l&#8217;ex compagna di Napoli.</p>
<p>Gli elementi raccolti dalla Squadra Mobile e la pistola scacciacani rinvenuta in seguito alla perquisizione effettuata nell’abitazione dell’uomo, a Messina, dalle forze dell’ordine del posto su richiesta degli investigatori lucchesi,  hanno dunque convinto il gip di Napoli ad aggravare la misura degli arresti domiciliari e a sottoporre l&#8217;uomo alla custodia cautelare in carcere.</p></blockquote>]]></content:encoded>
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		<title>Biagio Carabellà scompare. La sorella lancia un appello su Facebook</title>
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				<pubDate>Tue, 08 Dec 2015 19:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nera]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/biagio-carabella-scompare-la-sorella-lancia-un-appello-su-facebook/"><img title="Biagio Carabellà scompare. La sorella lancia un appello su Facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2015/12/Altre-opere-della-Prof.ssa-Catamo-presso-il-poliambulatorio-INMP-e1449604200457-750x400.jpg" alt="Biagio Carabellà scompare. La sorella lancia un appello su Facebook" width="680" height="362" /></a>
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	La sorella di Biagio Carabellò, Susanna, non si arrende alla misteriosa scomparsa e lascia il suo appello nella speranza di dare una svolta alle ricerche, diffondendo il più possibile la foto del fratello, anche fuori da Bologna:&#8220;sono trascorsi 13 giorni ,senza nessun avvistamento, cosa che mi sembra assurda, mi auguro che tu stia bene&#8230; e che sia solo un momento [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/biagio-carabella-scompare-la-sorella-lancia-un-appello-su-facebook/"><img title="Biagio Carabellà scompare. La sorella lancia un appello su Facebook" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2015/12/Altre-opere-della-Prof.ssa-Catamo-presso-il-poliambulatorio-INMP-e1449604200457-750x400.jpg" alt="Biagio Carabellà scompare. La sorella lancia un appello su Facebook" width="680" height="362" /></a>
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	<p><span style="color: #000000;">La sorella di Biagio Carabellò, Susanna, non si arrende alla misteriosa scomparsa e lascia il suo appello nella speranza di dare una svolta alle ricerche, diffondendo il più possibile la foto del fratello, anche fuori da Bologna:<em>&#8220;sono trascorsi 13 giorni ,senza nessun avvistamento, cosa che mi sembra assurda, mi auguro che tu stia bene&#8230; e che sia solo un momento di stacco ,da sta vita a</em><span class="text_exposed_show"><em> volte BASTARDA ,che nn ti vuole dare tregua&#8230;nel mio cuore che piange per te&#8217;, ce&#8217; tanto spazio per darti ancora gioie, tieni botta fratellone e stai tranquillo che io nn mollo ti cerco insieme ai nostri amici che si stanno dando da fare per trovarti in ogni angolo della bolognina un quartiere di persone fantasma..che probabilmente per OMERTA&#8217; hanno paura anche solo a dire che ti hanno visto..IO NN CI CREDO CHE SEI SPARITO NEL NULLA COSI&#8217;&#8230;&#8230;qualcuno deve averti visto &#8230;&#8230;</em>&#8220;</span></span></p>]]></content:encoded>
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