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	<title>minori &#8211; Cronaca in diretta &#8211; Scomparsi</title>
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		<title>Facevano prostituire la figlia di 9 anni, genitori arrestati</title>
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				<pubDate>Mon, 19 Feb 2018 08:29:40 +0000</pubDate>
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	Facevano prostituire la figlia di nove anni: con l&#8217;accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile sono stati arrestati dai carabinieri il padre e la madre della piccola vittima. I fatti si sono svolti in un paese del Palermitano. Oltre alla coppia sono stati arrestati i due uomini con cui la bambina ha avuto [&#8230;]]]></description>
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	<p>Facevano prostituire la figlia di nove anni: con l&#8217;accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile sono stati arrestati dai carabinieri il padre e la madre della piccola vittima. I fatti si sono svolti in un paese del Palermitano. Oltre alla coppia sono stati arrestati i due uomini con cui la bambina ha avuto rapporti sessuali a pagamento. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Partinico. Per i 4 indagati il gip ha disposto i domiciliari.</p>
<p>L&#8217;inchiesta è iniziata dopo la denuncia di un uomo che ha visto in aperta campagna la piccola appartarsi con uno dei due indagati e compiere per due volte atti sessuali. Il testimone ha raccontato che alla scena avrebbe assistito il padre della bambina. Dalle indagini è emerso che anche la madre organizzava gli incontri a pagamento che alcune volte avvenivano nell&#8217;abitazione della coppia.</p>
<p>La minore, ascoltata con l&#8217;aiuto di esperti di psicologia infantile, ha confermato le parole del testimone e ha raccontato tutto agli investigatori. La piccola, che è stata allontanata dalla casa dei genitori e affidata a una casa famiglia, ha detto che per ogni prestazione sessuale veniva pagata 25 euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2018/02/19/facevano-prostituire-la-figlia-di-9-anni-genitori-arrestati-_837cbdac-5b96-4f50-af3f-daf0faacc1b9.html">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Napoli, altro minore aggredito con pugni e insulti</title>
		<link>http://www.scomparsi.eu/napoli-altro-minore-aggredito-con-pugni-e-insulti/</link>
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				<pubDate>Mon, 15 Jan 2018 09:17:17 +0000</pubDate>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/napoli-altro-minore-aggredito-con-pugni-e-insulti/"><img title="Ambulanza" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/03/Ambulanza-ok-11-2-680x452.jpg" alt="Napoli, altro minore aggredito con pugni e insulti" width="680" height="452" /></a>
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	Un altro minore è stato aggredito a Napoli, ricevendo insulti e poi un pugno in faccia. Domenica sera, verso le 21.30, davanti alla stazione della metropolitana &#8220;Policlinico&#8221;, un sedicenne ha riferito di essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non conosceva. Prima hanno [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/napoli-altro-minore-aggredito-con-pugni-e-insulti/"><img title="Ambulanza" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/03/Ambulanza-ok-11-2-680x452.jpg" alt="Napoli, altro minore aggredito con pugni e insulti" width="680" height="452" /></a>
	</div>
	<p>Un altro minore è stato aggredito a Napoli, ricevendo insulti e poi un pugno in faccia. Domenica sera, verso le 21.30, davanti alla stazione della metropolitana &#8220;Policlinico&#8221;, un sedicenne ha riferito di essere stato avvicinato da un gruppo di ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 18 anni, che non conosceva. Prima hanno iniziato ad insultarlo, poi lo hanno colpito al volto con un pugno rompendogli il naso. Il minorenne dopo l&#8217;aggressione è andato a casa e poi con i genitori si è recato all&#8217;ospedale Vecchio Pellegrini dove gli è stata refertata una prognosi di 30 giorni. Il ragazzino ha rifiutato il ricovero. La polizia di Stato, che non è intervenuta sul posto ma è stata allertata in ospedale, sta accertando i fatti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/campania/napoli-altro-minore-aggredito-con-pugni-e-insulti-naso-fratturato_3117402-201802a.shtml">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza sui minori, il 2016 anno nero</title>
		<link>http://www.scomparsi.eu/violenza-sui-minori-il-2016-anno-nero/</link>
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				<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 13:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Detective Magazine]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/violenza-sui-minori-il-2016-anno-nero/"><img title="bambini" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/child-1051288_960_720-680x453.jpg" alt="Violenza sui minori, il 2016 anno nero" width="680" height="453" /></a>
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	Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale. Parliamo di oltre 950 minori in un anno che nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell&#8217;ultimo anno il numero totale dei minori vittime di reato &#8211; mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/violenza-sui-minori-il-2016-anno-nero/"><img title="bambini" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/child-1051288_960_720-680x453.jpg" alt="Violenza sui minori, il 2016 anno nero" width="680" height="453" /></a>
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	<p><b>Più di 2 bambini ogni giorno, in Italia, sono vittime di violenza sessuale</b>. Parliamo di oltre 950 minori in un anno che nel nostro Paese sono costretti a subire questo orribile abuso. E nell&#8217;ultimo anno il <b>numero totale dei minori vittime di reato &#8211; mai stato così alto da un decennio a questa parte, toccando la cifra di 5.383 minori</b> &#8211; ha registrato un +6% rispetto al 2015. Sono questi i nuovi, allarmanti dati Interforze sui minori vittime di reato nel 2016 elaborati per il nuovo Dossier della Campagna Indifesa di Terre des Hommes, presentato oggi alla Sala Capitolare presso il Chiostro del Convento di Santa Maria sopra Minerva alla presenza del presidente del Senato Pietro Grasso.</p>
<p><b>Piccole vittime che in prevalenza sono femmine</b>: nel 2016 in media il 58%, ma questa percentuale aumenta in tutti i reati a sfondo sessuale. Le bambine sono l’83% delle vittime di violenze sessuali aggravate, l’82% dei minori entrati nel giro della produzione di materiale pornografico, il 78% delle vittime di corruzione di minorenne, ovvero bambine al di sotto dei 14 anni forzate ad assistere ad atti sessuali. Colpisce il dato degli omicidi volontari consumati: più che raddoppiati in un anno (da 13 a 21 minori vittime) il 62% era una bambina o adolescente. Avvenimenti tragici che il più delle volte si inseriscono nella drammatica sequela dei femminicidi.</p>
<div id="sticky-intext-roll-wrapper"> La <b>violenza domestica è causa della maggioranza dei reati contro i minori</b>: nel 2016 sono state ben 1.618 le vittime di maltrattamento in famiglia, per il 51% femmine, con un incremento del 12% rispetto all’anno precedente. Cresciuto del 23% il numero di vittime minori di abuso di mezzi di correzione o disciplina (266 nel 2016), ovvero di botte fino ad andare in ospedale e arrivare a denuncia.</div>
<p>Pochi i segni meno nell’elenco dei reati. Le due fattispecie più <b>in calo rispetto al 2015 sono gli atti sessuali con minori di 14 anni (-11%), dove però le vittime sono ancora 366</b>, per l’80% bambine, e la detenzione di materiale pornografico, che segna -12%, con 58 vittime, il 76% femmine.</p>
<p>&#8220;L’Osservatorio Indifesa conferma come nel nostro Paese ci sia bisogno di un cambio radicale nella prevenzione della violenza contro le bambine&#8221;, dichiara Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes. &#8220;Serve un impegno sempre maggiore del Governo &#8211; continua &#8211; per <b>trovare fondi per il contrasto e la prevenzione della violenza di genere</b> che orienti gli interventi sia in Italia che nei Paesi in Via di Sviluppo, ma diventa sempre più importante anche costituire alleanze ampie, che includano attori fra loro differenti, capaci di intervenire a tutti i livelli coinvolgendo non solo i governi, le organizzazioni già impegnate in prima linea su questi temi, i professionisti, ma anche i ragazzi e le ragazze stesse&#8221;.</p>
<p>&#8220;Solo così &#8211; spiega &#8211; si potrà dare reale attuazione al piano di contrasto della violenza e delle discriminazioni di genere varato dalle Nazioni Unite e fatto proprio, in particolare, dall’obiettivo 5 degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2015-2030. E’ quello che stiamo facendo con il programma Radio Indifesa, mirato alla conoscenza e alla riflessione su violenza, discriminazioni e stereotipi di genere con la partecipazione degli studenti degli istituti di grado secondario superiore e diverse web radio scolastiche”.</p>
<p>Terre des Hommes ha organizzato anche una celebrazione speciale della <b>Sesta Giornata Mondiale delle Bambine e delle Ragazze l’11 ottobre</b> coinvolgendo un centinaio di Comuni italiani che hanno aderito al Manifesto #indifesa per una città a misura delle bambine, impegnandosi a orientare le politiche di loro competenza verso una maggiore tutela dei diritti delle bambine e delle ragazze, promuovendo azioni efficaci per il monitoraggio, la prevenzione e il contrasto della violenza e degli stereotipi di genere, ma anche <b>interventi concreti per sensibilizzare i propri cittadini, specie i più piccoli, su sexting, bullismo e cyberbullismo</b>. Per rendere visibile questo impegno i Comuni aderenti esporranno uno striscione arancione, colore che è, da anni, il colore scelto da Terre des Hommes e dalle Nazioni Unite per dire &#8216;no&#8217; alla violenza di genere.</p>
<p>Alla <b>#OrangeRevolution</b> possono partecipare anche i privati cittadini, da soli o in gruppo, che condividono questi valori. Basta postare l’11 ottobre sul proprio profilo Facebook, Twitter o Instagram un oggetto, uno slogan, una foto o un selfie dal tocco arancione usando gli hashtag #Indifesa #OrangeRevolution.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenta per anni la figlia della convivente: arrestato 44enne</title>
		<link>http://www.scomparsi.eu/violenta-per-anni-la-figlia-della-convivente-arrestato-44enne/</link>
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				<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 11:37:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Violenza di genere]]></category>
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	</div>
	Abusava dal 2009 della figlia della sua convivente, finché la ragazzina, durante una crisi di pianto, ha raccontato tutto alla madre che lo ha denunciato. È stato arrestato a Corato (Bari) un 44enne, che ora deve rispondere di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne. Inizialmente, approfittando della giovanissima età della ragazzina, l&#8217;ha indotta ad [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/violenta-per-anni-la-figlia-della-convivente-arrestato-44enne/"><img title="3d961321dbd6925cff525768713f287a.jpg--" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/03/3d961321dbd6925cff525768713f287a.jpg--680x436.jpg" alt="Violenta per anni la figlia della convivente: arrestato 44enne" width="680" height="436" /></a>
	</div>
	<p>Abusava dal 2009 della figlia della sua convivente, finché la ragazzina, durante una crisi di pianto, ha raccontato tutto alla madre che lo ha denunciato.</p>
<p>È stato arrestato a Corato (Bari) un 44enne, che ora deve rispondere di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenne. Inizialmente, approfittando della giovanissima età della ragazzina, l&#8217;ha indotta ad avere rapporti facendole credere che si trattasse di un gioco. Quando lei è diventata adolescente il 44enne le ha iniziato a imporre rapporti sessuali completi, andando avanti finché la ragazza non ha trovato il coraggio di raccontare alla madre tutto quello che è stata costretta a subire, per anni, all&#8217;interno delle mura domestiche.  L&#8217;uomo è ora rinchiuso nel carcere di Trani, in attesa di essere giudicato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2017/06/21/violenta_per_anni_la_figlia_della_convivente_44enne_in_manette-68-614603.html">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>16enne istiga coetanea a Blue whale</title>
		<link>http://www.scomparsi.eu/16enne-istiga-coetanea-a-blue-whale/</link>
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				<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 09:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Crime 2.0]]></category>
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		<category><![CDATA[Blue Whale]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/16enne-istiga-coetanea-a-blue-whale/"><img title="Blue whale" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/06/41548f955ca10eecce33862a2b16738e-676x680.jpg" alt="16enne istiga coetanea a Blue whale" width="676" height="680" /></a>
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	&#8220;Sei entrata nel &#8216;Blue Whale'&#8221;, adesso &#8220;non puoi ritirati&#8221; e &#8220;l&#8217;ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto&#8221;. Sono le indicazioni date a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/16enne-istiga-coetanea-a-blue-whale/"><img title="Blue whale" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/06/41548f955ca10eecce33862a2b16738e-676x680.jpg" alt="16enne istiga coetanea a Blue whale" width="676" height="680" /></a>
	</div>
	<p>&#8220;Sei entrata nel &#8216;Blue Whale'&#8221;, adesso &#8220;non puoi ritirati&#8221; e &#8220;l&#8217;ultima prova da superare è buttarti da un edificio alto&#8221;. Sono le indicazioni date a una 16enne catanese da un coetaneo della provincia di Cosenza, identificato e denunciato dalla polizia postale di Catania per istigazione al suicidio. Le indagini erano state avviate dopo la denuncia di una ragazza sulla partecipazione di una sua amica alla pratica del &#8216;Blue Whale&#8217;. Dall&#8217;esame dello smartphone della 16enne la polizia postale ha trovato la chat che istigava la ragazza al suicidio, confermandole che era entrata nel Blue Whale e che il passo successivo era togliersi la vita. Al 16enne calabrese la polizia postale ha notificato la denuncia nei suoi confronti ha eseguito, su disposizione della Procura per i minorenni, una perquisizione e sequestrati dispositivi per accertare se ha effettuato altri &#8216;adescamenti&#8217; del genere. Il 16enne ha ammesso contatti e partecipazione al Blue Whale&#8217;, dicendo di essere stato iniziato su Instagram.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/sicilia/notizie/2017/06/05/16enne-istiga-coetanea-a-blue-whale_142c4d39-5ed3-4e79-8ffc-ed408fbd5058.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Violenza sulla nipotina di sei anni,condannato lo zio</title>
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				<pubDate>Sat, 08 Apr 2017 07:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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	È stato condannato a otto anni di reclusione e al pagamento di 30.000 euro di provvisionale alla vittima il trentenne accusato di violenza sessuale aggravata sulla nipote che, all’epoca dei fatti, aveva appena sei anni. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a sette anni, ma il tribunale di Treviso ha deciso per una [&#8230;]]]></description>
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	<p>È stato condannato a otto anni di reclusione e al pagamento di 30.000 euro di provvisionale alla vittima il trentenne accusato di violenza sessuale aggravata sulla nipote che, all’epoca dei fatti, aveva appena sei anni. La Procura aveva chiesto per lui una condanna a sette anni, ma il tribunale di Treviso ha deciso per una pena ancora più dura. La ragazzina e la madre, che si erano costituite parte civile con l’avvocato Simone Guglielmin, si sono dette soddisfatte della sentenza che ha confermato il racconto della giovane. L’inchiesta era di fatto partita da una lettera della bambina poco prima della cresima. Qui confessava le violenze e il prete, dopo il via libera del vescovo, aveva convinto la madre a presentare denuncia.</p>
<p>I fatti si inseriscono in un arco di tempo che va dal 2006 al 2009, quando la bambina (oggi sedicenne) ha appena nove anni. Questa veniva affidata allo zio, che in aula è stato difeso difeso dagli avvocati Alessandro e Pierluigi Riondato. E secondo la Procura sarebbe stato proprio con quest’uomo che l’allora bambina avrebbe avuto il suo primo rapporto sessuale completo, quando di anni ne aveva appena sei. Abusi che sarebbero poi proseguiti, secondo quanto sostenuto dalla Procura di Treviso rappresentata in aula dal pubblico ministero Massimo De Bortoli, fino a quando la ragazzina non ha compiuto 9 anni.</p>
<p>Il racconto della ragazza era poi stato cristallizzato nel corso di un incidente probatorio in cui la giovanissima ha ripercorso gli anni di violenze che sarebbe stata costretta a subire. Il processo è stato celebrato a porte chiuse vista la delicatezza del caso e in aula sono sfilati i testimoni tra cui la madre della vittima (nonché sorella dell’imputato), il parroco da cui è partita l’indagine, una delle maestre con cui si sarebbe in seguito confidata la ragazzina e una sua amichetta. Testimonianze che sono state valutate nel corso del procedimento dai giudici, chiamati a stabilire se il 30enne sia colpevole o meno.</p>
<p>A far scattare la denuncia è stata, forse involontariamente, la stessa ragazzina che aveva raccontato le violenze subite alla vigilia della cresima, in un tema per la preparazione al sacramento. La letterina sarebbe quindi arrivata nelle mani del suo parroco che, dopo essersi confrontato con il vescovo, ha convinto la madre a presentare denuncia ai carabinieri. Questi hanno immediatamente dato il via alle indagini e raccolto le prove per contestare al trentenne l’accusa di violenza sessuale aggravata su minore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2017/04/06/news/violenza-sulla-nipotina-di-sei-anni-condannato-lo-zio-1.15154499" target="_blank">fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vigevano: baby gang terrorizzava e violentava coetanei</title>
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				<pubDate>Tue, 14 Mar 2017 09:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nera]]></category>
		<category><![CDATA[baby gang]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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	Una banda, che ha agito da vero “branco”, prendendo di mira i soggetti ritenuti più “deboli” incapaci di difendersi, scegliendoli tra compagni di classe o vicini di casa. In particolare una di queste vittime,  uno studente 15enne, è stato oggetto di una vera e propria persecuzione giunta sino vere violenze fisiche ed umiliazioni che venivano [&#8230;]]]></description>
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	<p>Una banda, che ha agito da vero “branco”, prendendo di mira i soggetti ritenuti più “deboli” incapaci di difendersi, scegliendoli tra compagni di classe o vicini di casa. In particolare una di queste vittime,  uno studente 15enne, è stato oggetto di una vera e propria persecuzione giunta sino vere violenze fisiche ed umiliazioni che venivano riprese con i telefonini per ridicolizzarlo con gli altri ed aumentare il suo stato di prostrazione fino a realizzare una vera e propria sudditanza dello stesso nei confronti del branco.</p>
<p>La vittima è un ragazzo fragile, uno studente al primo anno di un istituto tecnico superiore, che è stato bersagliato da un gruppo di ragazzi con veri atti persecutori, tanto da diventare il loro passatempo preferito e di volerlo cercare anche quando la madre, avvertita da alcuni compagni di scuola su quanto il figlio stava subendo, aveva cercato di allontanarlo da queste false amicizie.</p>
<p>Il “branco” riusciva comunque ad imprigionarlo nella propria “tela”, sfruttando l’ascendente di uno dei componenti su di lui, suo compagno di classe e che il 15enne “bullizzato” oltre a crederlo amico, lo vedeva quale persona da emulare e per questo e per non essere emarginato dal gruppo, aveva anche accettato piccole angherie e prese in giro. Successivamente, però, tali angherie sono diventate insopportabili, tanto che il 15enne in più di una occasione accorgendosi della presenza dei “bulli” aveva cambiato strada o era scappato, ma questi lo erano andati a cercare per costringerlo a veri e propri abusi e per “utilizzarlo” nei loro “giochi” prevaricanti e violenti, anche e solamente per avere qualcosa da poter fotografare con i telefonini e quindi esibire come trofeo ad altri coetanei, per vantarsi e farsi vedere, dal loro punto di vista,  “grandi” e “belli”. Gravissima anche la diffusione di tali immagini che, tramite Whatsapp, Twitter, Instagram, Facebook, Telegram, Imessage ed altri, avveniva tra tutti i coinvolti e i compagni di classe degli stessi, che si guardavano bene dall’informare genitori ed insegnanti un po’ per la paura di ritorsioni e un po’ per la mancata comprensione della portata degli atti ripresi.</p>
<p>La gravità delle violenze e della persecuzione nei confronti  dello studente 15enne, hanno raggiunto il loro apice nei mesi di dicembre 2016 e gennaio 2017, allorquando i “bulli”, in una circostanza, dopo averlo braccato per strada, mediante la somministrazione coartata di alcolici (se non avesse bevuto lo avrebbero picchiato!), lo ponevano in stato d’ebbrezza e di incapacità d’intendere e volere per poi costringerlo a tollerare di essere condotto in giro per la città, teatro della vicenda, legato ad una catena, prima al collo, poi legata attorno al busto, a mo’ di cane al guinzaglio; ed in un’altra, la più brutale, allorquando in concorso tra loro e con un infra quattordicenne, con violenza consistita nella repentinità del gesto e<b> </b>approfittando delle condizioni di inferiorità fisica della vittima al momento del fatto, denudata, tenuta appesa per le gambe a testa in giù, sospesa sopra un ponte, la costringevano<b> </b>a subire atti sessuali, brutalizzandolo con l’utilizzo di una pigna e fotografando la violenza. La fotografia scattata veniva poi divulgata a terzi tramite applicazioni di messaggistica istantanea.</p>
<p>I Carabinieri di Vigevano, avuta notizia dell’esistenza di queste vicende, sono riusciti prima a convincere alcuni genitori, preoccupati per quanto sarebbe potuto ulteriormente succedere ai loro figli, a presentare alcune denunce, poi in breve tempo hanno individuato il gruppo di ragazzi, che proprio per la gravità dei reati di cui sono indiziati non sono stati denunciati, ma arrestati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, pornografia minorile, violenza privata aggravata mediante lo stato di incapacità procurato della vittima.</p>
<p>E’ bene evidenziare che i militari, nell’avvio di tale attività d’indagine, sono riusciti a creare le condizioni  affinché uno studente, coetaneo della vittima di “bullismo” e testimone dei fatti, si sentisse protetto tanto da consentirgli di acquisire una delle fotografie della violenza sessuale divulgata dal “branco”, ove i componenti dello stesso risultavano ritratti visibilmente compiaciuti della tragica rappresentazione e che successivamente rassicurato dai militari, testimoniava circa le violenze a sua conoscenza subite dal coetaneo e amico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il branco è un gruppo di una decina di ragazzi di “buona famiglia”, figli di professionisti, commercianti, impiegati, operai. Cinque in particolari i bruti, tre hanno 15 anni, uno ne ha 16, e c&#8217; è anche un tredicenne, per questo non imputabile: sono stati rinchiusi nell&#8217;Istituto Penale Minorile “Cesare Beccaria” di Milano a disposizione del Tribunale per i minorenni del capoluogo lombardo, competente territorialmente.</p>
<p>LE ACCUSE</p>
<p>Le esigenze cautelari sono state considerate indispensabili dal GIP del Tribunale per i minorenni di Milano, per l’elevatissimo rischio di recidiva, desumibile dalle modalità e le circostanze dei fatti, gravissimi non solo oggettivamente, ma anche perché ascrivibili ad istinti di sopraffazione verso un soggetto debole tipici del “bullismo”, che nel caso specifico è apparso declinato all’interno di un gruppo con caratteristiche di stabilità, del quale tutti gli indagati fanno tragicamente parte.</p>
<p>Al termine di complesse e delicate indagini finalizzate a reprimere il fenomeno del “bullismo”, tra i giovani e nei loro ambienti di aggregazione i militari hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 4 minori poiché gravemente indiziati per concorso in violenza sessuale, riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù (artt. 110, 609 octies in relazione agli artt. 609 bis, 1° e 2° comma nr.1 e 609 ter, n. 5 sexies c.p.), pornografia minorile  (artt.110 e 600 ter, 4° comma c.p.), stato di incapacità procurato mediante violenza e violenza privata (artt.81, 110, 613 e 610 c.p.). In particolare le accuse più gravi sono loro rivolte in ordine agli episodi violenti e vessatori commessi nei confronti dello studente 15enne, approfittando del suo stato di fragilità:</p>
<p>Inoltre a carico del “branco”, coadiuvati a seconda dell’occasione da altri coetanei, non compresi tra i quattro arrestati, sono stati accertati diversi episodi di danneggiamento e vandalismo ai danni di alcuni convogli ferroviari, con rottura di vetri, lancio di sassi, imbrattamento delle carrozze, anche mediante utilizzo di estintori. Nel mese di ottobre 2016, alcuni di essi si rendevano responsabili di un lancio di sassi contro un  treno regionale, danneggiandolo e causando un ritardo sulla linea di percorrenza di circa 30 minuti.</p>
<p>Tra i componenti del “branco” a tutti gli effetti anche uno studente di soli 13 anni e pertanto non imputabile, la cui posizione, considerata la pericolosità sociale, è comunque al vaglio per l’eventuale richiesta di una misura di prevenzione.</p>
<p>Per questo motivo altri cinque 5 minori, di età compresa tra i 15 e i 16 anni sono stati deferiti a vario titolo per i reati di danneggiamento aggravato e interruzione di un pubblico servizio. Nel corso delle perquisizioni domiciliari eseguite contestualmente alle misure cautelari, i militari hanno rinvenuto e sequestrato diversi martelletti frangivetro asportati dalle carrozze dei treni assaltati.</p>
<p>A carico di alcuni degli indagati, anche una “spedizione punitiva”, avvenuta nel mese di febbraio 2017, nei confronti di due coetanei ritenuti responsabili di aver denunciato, in precedenza, alcuni comportamenti da “bullo” attuati dal capo “branco”. I due 15enni venivano per questo aggrediti di rientro a casa, percossi, spintonati e fatti segno di pugni. Solo l’intervento di un genitore, casualmente di passaggio in tali circostanze, scongiurava ulteriori conseguenze ai due studenti.</p>
<p>Tra le attività istituzionali dell’Arma dei Carabinieri è da sempre prioritaria la difesa delle categorie “Deboli” e in ragione di ciò sono state stipulate numerose convenzioni con altri enti pubblici quali l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. In tale ambito, proprio per un percepito disagio dei minori nell’ambito della Provincia di Pavia, è stato sviluppato uno specifico protocollo con il locale Ufficio Scolastico Provinciale che prevede, tra l’altro, un progetto pilota con Carabinieri e studenti che interagiscono insieme, nelle aule, in un percorso di comprensione ed emersione dei fenomeni del bullismo e che si spera porti a risultati concreti già dalla fine di questo anno scolastico.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Bullismo, sexting e abusi. Ecco perché i ragazzi scappano di casa</title>
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				<pubDate>Wed, 08 Jun 2016 08:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Scomparsi e ritrovati]]></category>
		<category><![CDATA[BULLISMO]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/bullismo-sexting-abusi-perche-ragazzi-scappano-casa/"><img title="bullismo" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/06/bullismo-768x432.jpg" alt="Bullismo, sexting e abusi. Ecco perché i ragazzi scappano di casa" width="680" height="383" /></a>
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	FLAVIA AMABILE PER LA STAMPA.it Sono in aumento i bambini che subiscono abusi ma subire non vuol dire accettare, subire per molti bambini vuol dire anche capire e ribellarsi. È la realtà che emerge dalla lettura degli ultimi dati raccolti dal network di Missing Children Europe, attraverso il 116000 numero unico europeo per minori scomparsi, [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/bullismo-sexting-abusi-perche-ragazzi-scappano-casa/"><img title="bullismo" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2016/06/bullismo-768x432.jpg" alt="Bullismo, sexting e abusi. Ecco perché i ragazzi scappano di casa" width="680" height="383" /></a>
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	<p style="text-align: center;"><strong>FLAVIA AMABILE PER <a href="http://www.lastampa.it/2016/06/08/italia/cronache/bullismo-sexting-e-abusi-ecco-perch-i-ragazzi-scappano-di-casa-9sN5f5qnUNoQFQyzqpzz7I/pagina.html">LA STAMPA.it</a></strong></p>
<p>Sono in aumento i bambini che subiscono abusi ma subire non vuol dire accettare, subire per molti bambini vuol dire anche capire e ribellarsi. È la realtà che emerge dalla lettura degli ultimi dati raccolti dal network di Missing Children Europe, attraverso il 116000 numero unico europeo per minori scomparsi, operativo in 27 paesi membri EU, ma anche in Serbia ed in Albania. <span class="nero">Nel 2015, sono state 209.841 le chiamate ricevute. Il 51% ha riguardato segnalazioni per fughe da casa, mentre il 29% casi di sottrazione da parte di un familiare</span>. Nel 2% dei casi i bambini scomparsi sono stati coinvolti in azioni criminali. Bambini e adolescenti fuggono da situazioni familiari conflittuali, da esperienze di maltrattamento, difficoltà a scuola, bullismo. Possono fuggire da situazioni di adescamento, sexting, o per ricongiungersi con la famiglia di origine quando fuggono dalle comunità o dagli istituti dove non vogliono stare e sanno come ritrovare i genitori o i parenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="nero">Secondo le rilevazioni di Missing Children Europe, 1 minore su 2 tra quelli non accompagnati scompare entro le prime 48 ore dall’arrivo nel paese straniero</span>. Per alcuni la scomparsa fa parte del piano deciso quando hanno scelto di migrare ma altri, invece, finiscono nella rete dei trafficanti di esseri umani, diventano vittime di attività criminali, dall’accattonaggio, al traffico di stupefacenti o di organi ma più di tutte lo sfruttamento sessuale.</p>
<div class="teads-inread"></div>
<p>«Ci sono vari modi in cui le fughe da casa e lo sfruttamento sessuale possono essere legati &#8211; sostiene Telefono Azzurro in un dossier &#8211; lo sfruttamento sessuale può avvenire ad esempio mentre il bambino o l’adolescente vive in strada e può costituire una strategia per sopravvivere alla fuga. I perpetratori infatti approfittano della vulnerabilità del bambino/adolescente in fuga, il quale viene coinvolto in sfruttamento sessuale perchè trascorre del tempo con altri coetanei, a loro volta sfruttati».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span class="nero">Anche in Italia il numero dei minori che decide di scomparire &#8211; e dunque di coloro che risultano vulnerabili rispetto a sfruttamenti &#8211; è molto alto, nei due anni dal 2013 al 2015</span> su 10.571 persone di ogni età scomparse perché volevano farlo, 2 su 3 sono minorenni, per un totale di 8024 casi come risulta dalla XIV <a href="http://www.interno.gov.it/sites/default/files/modulistica/relazione_persone_scomparse_2015_ii_sem.pdf" shape="rect">Relazione del Commissario Straordinario di Governo per le Persone Scomparse</a>, Vittorio Piscitelli. In Italia «il fenomeno più preoccupante &#8211; secondo il Commissario &#8211; resta quello degli allontanamenti dei minori dai centri di accoglienza. In totale ci sono 7.440 minori ancora da cercare, ovvero circa il 22% delle persone scomparse.</p>
<p><span class="nero">Tra i motivi per cui i minori non si trovano più, la percentuale più alta è quella dell’«allontanamento da istituto o comunità»:</span> sono 5.163, 363 italiani e 4.800 quelli stranieri. «Sono numeri &#8211; spiega la relazione del Commissario Straordinario &#8211; che sono cresciuti esponenzialmente a partire dall’inizio della primavera araba e dei cambiamenti internazionali nell’area del Mediterraneo».</p>
<p><span class="nero">Se poi ci si addentra nel fenomeno delle violenze sessuali sui minori italiani le cifre sono anche più preoccupanti.</span> Tra il 2014 e il 2015 le richieste di aiuto per casi di abusi sessuali su bambini e adolescenti pervenute a Telefono Azzurro sono passate dal 5,4% del 2014 al 6,7% del 2015; quelle alle linee di ascolto dal 2,3% del 2014 al 3,8% del 2015. Gli abusi sessuali più diffusi appartengono alla categoria dei toccamenti nelle parti intime (17,6% delle segnalazioni giunte al 114, 15,7% alle linee di ascolto). Sulla linea 114 Emergenza Infanzia seguono l’adescamento online (9,6%), la pedopornografia online (8,8%) e atti di penetrazione (6,6%). La maggior parte delle segnalazioni arrivate sono di minori italiani ma i bambini stranieri che chiedono aiuto sono più coinvolti dei coetanei italiani non solo nelle segnalazioni di sfruttamento della prostituzione e turismo sessuale, ma anche per episodi di sodomia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Troppi bambini e bambine sono coinvolti in situazioni di pericolo, in famiglia, a scuola e anche online &#8211; commenta Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro &#8211; Mentre i rischi aumentano, le possibilità di cura e di aiuto si riducono drammaticamente: è quindi prioritario supportare le famiglie e tutte quelle figure capaci di intercettare i segnali di bisogno». Per questo motivo, Telefono Azzurro rinnova il suo appello alle istituzioni con una serie di richieste di azioni urgenti e l’impegno a realizzarle.</p>]]></content:encoded>
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