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	<title>rimini &#8211; Cronaca in diretta &#8211; Scomparsi</title>
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		<title>Studentessa denuncia stupro a Rimini</title>
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				<pubDate>Sun, 24 Sep 2017 21:42:11 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Violenza di genere]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/studentessa-denuncia-stupro-a-rimini/"><img title="Carabinieri di Fano, notturna" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/09/stupro.jpg" alt="Studentessa denuncia stupro a Rimini" width="457" height="305" /></a>
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	Ha riferito di essere stata violentata, forse da due uomini italiani, una studentessa Erasmus di nazionalità spagnola, che ieri nel tardo pomeriggio si è presentata ai carabinieri di Rimini per sporgere denuncia. La ragazza, 20enne, in compagnia di altri studenti stranieri, a Rimini per l&#8217;Erasmus, ha riferito solo alcuni flash, ricordi annebbiati probabilmente dall&#8217;assunzione di [&#8230;]]]></description>
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	<p style="text-align: justify;">Ha riferito di essere stata violentata, forse da due uomini italiani, una studentessa Erasmus di nazionalità spagnola, che ieri nel tardo pomeriggio si è presentata ai carabinieri di Rimini per sporgere denuncia.<br />
La ragazza, 20enne, in compagnia di altri studenti stranieri, a Rimini per l&#8217;Erasmus, ha riferito solo alcuni flash, ricordi annebbiati probabilmente dall&#8217;assunzione di alcol.<br />
La ventenne ha detto di aver conosciuto prima un uomo poi l&#8217;altro in un locale, venerdì notte, e dopo aver bevuto in compagnia di questi alcuni drink si sarebbe appartata. Non ricorderebbe la presunta violenza, né avrebbe dato una descrizione dei due uomini. Al termine della serata sarebbe tornata a casa con degli amici. Quando si è svegliata ieri mattina la studentessa ha accusato dolore alle parti intime e si sarebbe resa conto di essere stata violentata. E&#8217; stata quindi accompagna in pronto soccorso dove i medici hanno riscontrato lesioni che non escluderebbero però una violenza sessuale.</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2017/09/24/studentessa-denuncia-stupro-a-rimini_fefb515d-3d3f-4ce5-b1c6-9f1702c8afa7.html" target="_blank" rel="noopener">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Barca contro scogli, ritrovati i corpi dei tre dispersi</title>
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				<pubDate>Wed, 19 Apr 2017 09:04:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/barca-contro-scogli-ritrovati-i-corpi-dei-tre-dispersi/"><img title="barca su scogli" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/40f545f933ea0aa078555fe71e6700c0-680x382.jpg" alt="Barca contro scogli, ritrovati i corpi dei tre dispersi" width="680" height="382" /></a>
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	Sono stati ritrovati questa mattina i corpi dei tre dispersi, due uomini e una donna, nell&#8217;incidente in mare accaduto ieri pomeriggio al porto di Rimini. Due erano incastrati nella scogliera, mentre uno era stato trascinato dalla corrente all&#8217;altezza dello stabilimento balneare 44. Sale così a quattro il bilancio dei morti. Due delle sei persone della [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/barca-contro-scogli-ritrovati-i-corpi-dei-tre-dispersi/"><img title="barca su scogli" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/40f545f933ea0aa078555fe71e6700c0-680x382.jpg" alt="Barca contro scogli, ritrovati i corpi dei tre dispersi" width="680" height="382" /></a>
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	<p>Sono stati ritrovati questa mattina i corpi dei tre dispersi, due uomini e una donna, nell&#8217;incidente in mare accaduto ieri pomeriggio al porto di Rimini. Due erano incastrati nella scogliera, mentre uno era stato trascinato dalla corrente all&#8217;altezza dello stabilimento balneare 44. Sale così a quattro il bilancio dei morti. Due delle sei persone della barca a vela che si è schiantata contro gli scogli a causa del mare in burrasca sono sopravvissute.</p>
<p>L&#8217;incidente è avvenuto intorno alle 16.30 di ieri quando un&#8217;imbarcazione è andata a schiantarsi sulle barriere frangiflutti all&#8217;imboccatura dello scalo romagnolo. Sei i passeggeri del natante, cinque uomini e una donna: una persona è stata trovata morta, due sono stati condotti in ospedale in codice rosso. Oggi ritrovati i corpi dei tre dispersi. Nel mare gelido di una giornata segnata dal forte vento, onde alte e scrosci di pioggia. A bordo dell&#8217;imbarcazione, una barca a vela lunga una quindicina di metri partita dal porto di Marina di Ravenna e diretta a Trapani in Sicilia, c&#8217;erano in tutto sei persone provenienti da Bussolengo, nel Veronese: tra questi un padre di 65 anni con la figlia e il fidanzato della figlia. Le ricerche, hanno visti impegnati, sin dal pomeriggio, gli uomini della Capitaneria di Porto e i Vigili del Fuoco con il Nucleo sommozzatori e il supporto di un paio di elicotteri a volteggiare sulle acque riminesi.</p>
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<p><a href="http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2017/04/18/barca-contro-scogli-5-dispersi-a-rimini_dbb91761-7236-486b-9c1d-f7f9a926dd5d.html" target="_blank">Fonte</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Caso del trolley. La madre: &#8220;Non so perché l&#8217;ho buttata in mare&#8221;</title>
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				<pubDate>Sun, 16 Apr 2017 07:23:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[La nera]]></category>
		<category><![CDATA[Gulnara Laktionova]]></category>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/caso-del-trolley-la-madre-non-so-perche-lho-buttata-in-mare/"><img title="Cadavere in trolley" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/e2024c7455db417364102ec26d6ca4dc-1-680x582.jpg" alt="Caso del trolley. La madre: &#8220;Non so perché l&#8217;ho buttata in mare&#8221;" width="680" height="582" /></a>
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	di Maria Tridico &#8220;Volevo portare via mia figlia con me in Russia, ho pensato che all&#8217;aeroporto avrebbero controllato la valigia e allora l&#8217;ho buttata in mare. Il perché non lo so&#8221;. Gulnara Laktionova, 48 anni, ha raccontato alla polizia e al pm Davide Ercolani, di aver chiuso la figlia Katerina in un trolley e successivamente [&#8230;]]]></description>
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	<a href="http://www.scomparsi.eu/caso-del-trolley-la-madre-non-so-perche-lho-buttata-in-mare/"><img title="Cadavere in trolley" src="http://www.scomparsi.eu/wp-content/uploads/2017/04/e2024c7455db417364102ec26d6ca4dc-1-680x582.jpg" alt="Caso del trolley. La madre: &#8220;Non so perché l&#8217;ho buttata in mare&#8221;" width="680" height="582" /></a>
	</div>
	<p>di Maria Tridico</p>
<p>&#8220;Volevo portare via mia figlia con me in Russia, ho pensato che all&#8217;aeroporto avrebbero controllato la valigia e allora l&#8217;ho buttata in mare. Il perché non lo so&#8221;. Gulnara Laktionova, 48 anni, ha raccontato alla polizia e al pm Davide Ercolani, di aver chiuso la figlia Katerina in un trolley e successivamente di averla buttata nelle acque del porto canale di Rimini.</p>
<p>Rientrata in Italia prima del previsto, dopo averlo concordato con il difensore di fiducia, Mario Scarpa, Gulnara è arrivata al Marconi di Bologna, prelevata dalla squadra Mobile di Rimini e portata in Procura dove non ha saputo dare una spiegazione razionale e logica alle sue azioni.</p>
<p>Un dramma nel dramma che vede protagoniste due donne che si trovano inermi davanti alla conseguenza dell&#8217;anoressia. In un lungo interrogatorio, tra le lacrime, i &#8220;non so perché l&#8217;ho fatto&#8221;, la donna, badante con regolare permesso di soggiorno, ha ricostruito l&#8217;ultimo mese di vita della ragazza, che il 22 febbraio si era recata in Questura per chiedere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Mentre Katerina, in un lunghissimo mese di agonia, moriva di stenti nel suo letto oramai ridotta ad uno scheletro, la mamma continuava a lavorare per le famiglie italiane per cui accudiva le persone anziane, senza manifestare nulla del proprio dolore. Poi, quando l&#8217;ex modella è morta, il 10 marzo come ha detto agli investigatori, la donna è rimasta a vegliarla per molti giorni, continuando a dormirle al fianco senza realizzare fino in fondo che la figlia fosse passata a miglior vita.</p>
<p>Solo il 18 marzo, giorno della partenza di Gulnara per Mosca per la morte della propria madre, si è posto il problema di come sistemare il cadavere della figlia. Alcune telecamere di sorveglianza quel giorno la vedono scendere in strada diverse volte a gettare via la spazzatura, segno che aveva ripulito casa, e poi la riprendono sola scendere con la valigia. Avrebbe fatto quindi tutto da sola, senza nessun complice a tenerle il macabro gioco, e ad un amico italiano che chiedeva notizie sulla salute della figlia avrebbe anche raccontato bugie per nasconderne la morte.</p>
<p>Cinque minuti per disfarsi del corpo della figlia: questo quello che emerge dai video delle telecamere di sorveglianza che hanno ripreso la madre di Katerina. Nelle immagini si vede la madre sulla banchina del porto che all&#8217;andata trasporta un trolley, mentre al ritorno, dopo le 4.30 del mattino, ha le mani vuote. L’avvocato Scarpa che l’assiste ha chiarito: “È stata lei a decidere di tornare e spiegare. E’ una persona che ha avuto momenti tremendi”. “L’ho vista morire ogni giorno, poco alla volta, senza poter fare niente” ha detto la donna al legale. Al quale ha raccontato di essere venuta in Italia per fare la badante in una famiglia di Rimini. La figlia era rimasta in Russia e lei una volta, durante un breve rientro, l’aveva trovata improvvisamente dimagrita di quasi 20 chili, problema mai avuto prima. La ragazza all’inizio aveva tentato di mascherare la malattia ma la madre, preoccupata, l’aveva convinta a raggiungerla in Italia per aiutarla.</p>
<p>Tutto inutile a quanto pare: Katerina continuava a non voler mangiare. Ricoverata più volte senza esito, continuava a perdere peso. A Rimini da un anno e mezzo era uscita di casa pochissime volte e non aveva contatti con nessuno. Il padre alcolizzato lontano da casa, la madre perennemente presa dal lavoro, Kate ha rifiutato ogni aiuto ed è rimasta sempre chiusa in una stanzetta dell’appartamento in centro diviso con la mamma. Deve essere morta a metà marzo negli stessi giorni in cui si è spenta anche la nonna in Russia. La mamma di Kate non ha retto al doppio dolore. “Ha vegliato per una settimana la figlia – racconta ancora Scarpa &#8211; senza sapere cosa fare e a chi rivolgersi. Scioccata e impietrita, non si è risolta a prendere la soluzione più ovvia: chiamare soccorsi, aiuto. Non so se sia stata suggestionata da qualcuno nel prendere questa decisione”.</p>]]></content:encoded>
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