Tentò un aborto, su una ragazzina di 13 anni. Era il 2013. Il medico, alla clinica Malatesta Novello di Cesena (estranea ai fatti) si trovò però di fronte a «questioni tecniche irrisolvibili» e l’operazione fallì. Tanto che poi l’interruzione di gravidanza venne praticata in ospedale a Rimini. Ed è lì che successivamente, attraverso i servizi sociali e con le indagini della squadra mobile riminesi, venne fuori tutta storia, dai contorni terrificanti: il figlio che la piccola aspettava era del padre. Era frutto cioè di un incesto, di una violenza sessuale domestica. L’uomo, straniero, venne arrestato mentre era in fuga in Svezia, nel giugno 2014. Subì un processo e una condanna a 6 anni, l’11 marzo 2015, per violenza sessuale e induzione all’aborto. Condanna ora definitiva. Adesso arriva invece il verdetto contro il medico ginecologo che si prestò, a Cesena, all’interruzione di gravidanza poi fallita, nel 2013. Il giudice del tribunale di Forlì, Floriana Lisena (pm Annamaria Rava), ha condannato il medico, Nunzio Antonio Giulini, 75 anni, riminese, ora in pensione, a un anno e 8 mesi di reclusione, per violazione della legge sull’aborto. Il professionista a riposo, difeso dall’avvocato Leonardo Bernardini, del foro di Rimini, dovrà anche risarcire la parte lesa, la ragazza, oggi maggiorenne (assitita dall’avvocato Alfonso Vaccari, anche lui del foro riminese), con 30mila euro di provvisionale subito esecutiva.

 

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