teresa e tifone, fidanzati pordenone, giosuè rotolo, carcere, rosaria libera, sentenza «Siamo soddisfatti perché il carcere è l’unica misura che consente di tutelare l’incolumità fisica dei familiari di Trifone e dei testimoni, nonché di salvaguardare le fonti di prova che il Ruotolo e i suoi fiancheggiatori hanno sempre cercato di inquinare». Questo è quanto scrive in una nota l’avvocato Nicodemo Gentile, legale di Gianni Ragone. «Con il Riesame sono quattro i giudici che ci dicono che Ruotolo deve rimanere in carcere perché a suo carico sussistono gravi indizi di colpevolezza relativamente all’omicidio di Trifone e Teresa. La fidanzata (che si trovava ai domiciliari nella propria abitazione di Somma Vesuviana) comunque rimane indagata per favoreggiamento e dopo aver letto le motivazioni faremo un’analisi più analitica», conclude Gentile. Giosuè Ruotolo perciò resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Trieste che ha rigettato l’istanza di scarcerazione del militare 26enne accusato del duplice omicidio dei fidanzati di Pordenone.

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