benetti francesca scomparsa omicidiodi Maria Tridico

Francesca Benetti è scomparsa il 4 novembre 2013. Antonino Bilella, il custode della Villa di Potassa, è l’unica persona indagata per la morte di Francesca Benetti, con le aggravanti di aver perseguitato la vittima prima di ucciderla, di avere agito con premeditazione e di averla molestata sessualmente. E’ accusato anche di distruzione di cadavere. Agron Xhanaj, legale della famiglia di Francesca Benetti e promotore modifica della normativa sullo stalking commenta:“lo stalker non perdona mai la vittima, anche dopo averla uccisa. Così sta facendo oggi l’unico indagato”. 

Mi racconta la storia di Francesca Benetti?
Francesca Benetti fin da piccola ha sempre mostrato passione per l’attività fisica. All’età di 18 anni si è trasferita da Vicenza ad Urbino per completare i suoi studi universitari in scienze motorie; da Urbino poi ha ottenuto il suo primo lavoro come insegnante di educazione fisica a Cologno Monzese dove è vissuta con il marito e i due figli. Durante i loro primi anni di matrimonio hanno acquistato il podere di villa Adua a Potassa di Gavorrano nel Grossetano. Qui in questo luogo Francesca dopo la morte improvvisa del marito, sperava di ritrovare la propria libertà, ma purtroppo è successo l’esatto contrario. Francesca Benetti è scomparsa il 4 novembre 2013.

Antonino Bilella chi è? E perché il suo nome è associato alla scomparsa di Francesca Benetti?
Antonino Bilella era il custode della Villa di Potassa. Francesca Benetti lo aveva assunto per curare i campi di pertinenza della villa e di custodire la proprietà. Era dunque regolarmente assunto. Oggi è l’unica persona indagata per la morte di Francesca Benetti, con le aggravanti di avere perseguitato la vittima prima di ucciderla, di avere agito con premeditazione e di averla molestata sessualmente. E’ accusato anche di distruzione di cadavere. Si presume che il custode l’abbia uccisa perché Francesca si era rifiutata alle sua avance sessuali. Quest’uomo la perseguitava sin dal mese di febbraio – marzo 2013. L’attendeva all’insaputa di Benetti nella stazione dell’autobus mentre la donna faceva ritorno da Siena. Francesca Benetti non viveva in Villa ma a Follonica, lui, che era il custode della proprietà, le telefonava continuamente per convincerla di andare in Villa di Potassa. Nelle ultime due settimane tentava ogni scusa per approcciarla ma Francesca per paura che quell’uomo potesse aggredirla sessualmente, non si recava più nella sua proprietà.

 

Francesca non ha fatto mai mistero delle attenzioni ossessive che riceveva dal custode. Come mai non l’ha mai denunciato per stalking?
Francesca, aveva paura di denunciare il custode. Si confidava con i parenti e le amiche, ma non lo denunciava perché temeva la reazione dell’uomo. Aveva deciso di licenziarlo, sperava che licenziandolo lo avrebbe definitivamente allontanato. In realtà, il custode è riuscito ad ingannarla e con la scusa di un contenzioso con i vicini, è riuscito a fare andare Francesca in Villa a Potassa. Francesca si è vista costretta ad andarci perché credeva che avrebbe dovuto discutere con i vicini per alcuni scavi tra la sua proprietà e quella dei vicini. In realtà era una messa inscena del Bilella che in questo modo ha ottenuto quello che tanto “desiderava”; portare Francesca Benetti ad ogni costo all’interno della Villa di Potassa. Da quel 4 novembre 2013 si sono perse le tracce di Francesca Benetti. Anzi, gli inquirenti hanno trovate le tracce del sangue di lei ovunque nella Villa, nonostante i tentativi del Bilella di cancellarle. Tracce di sangue di Francesca Benetti sono state trovate anche nell’auto di Bilella e nel pianale che ha cercato di buttare via a 50 km di distanza dalla villa. Questo piano non ha funzionato perché i Carabinieri che lo seguivano hanno raccolto il pianale scoprendo che conteneva il sangue di Francesca.

 

Come sono state svolte le indagini?
Devo dire che sia i Pubblici Ministeri Ferraro e Nasi che i Carabinieri di Grosseto, nonché i Ris di Roma, hanno dato un grosso contributo per ricostruire la vicenda. Hanno cercato per settimane il corpo di Francesca impegnando perfino 100 uomini contestualmente. Mi sono recato personalmente a Gavorrano e posso assicurare che si tratta di una zona assolutamente fitta di boschi dove è praticamente impossibile trovare un corpo di una persona. Hanno cercato senza sosta il corpo, ma allo stesso tempo hanno cercato di raccogliere tutti gli elementi per consentire all’Autorità Giudiziaria che verrà chiamata a giudicare, di accertare la verità e individuare il colpevole. In processi per reati di omicidio, non sempre un corpo si trova, ma il fatto reato viene ugualmente accertato in Tribunale e sono certo che Francesca, ma anche i figli, il fratello e la madre che è mancata senza sapere la verità su sua figlia, avranno giustizia.

 

Bilella è in carcere. Ha ammesso le sue responsabilità?
Bilella si trova in carcere dal mese di novembre 2013. In vari tentativi di interrogatorio da parte dell’Autorità Giudiziaria, ha preferito non parlare, salvo in una occasione dove però aveva deciso di non raccontare la verità. Ha sempre negato la sua responsabilità, ma non sa spiegare del sangue di Francesca Benetti nella sua auto, che lui stesso cercava di demolire per cancellarne le tracce del delitto. Francamente, non serve che parli per accertare la verità, ma dirci dove si trova il corpo di Francesca Benetti affinché il fratello e i figli oggi possano riservarle una sepoltura e finalmente piangere sulla sua barra. Lo Stalker è anche questo. Non perdona mai la vittima, anche dopo averla uccisa. Così sta facendo oggi l’unico indagato. Non racconta dove si trova il corpo di Francesca Benetti, segreto che trattiene con se in cella e che continuerà per il resto dei suoi giorni.

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