Troppi adolescenti nascosti nella rete: su Finstagram i profili finti all’insaputa dei genitori Redazione 21 Novembre, 2016 Scuola ed Educazione Tanti adolescenti spostano la propria vita direttamente sul Web e spesso si nascondono, non si vogliono far vedere e aprono dei profili finti, all’interno del quale si sentono di potersi muovere liberamente: tale tendenza nasce proprio dal bisogno di volersi mostrare senza maschere, senza finzioni e di avere un posto in cui esprimere realmente se stessi senza venire giudicati ed essere presi in giro. In questa realtà parallela, i ragazzi custodiscono gelosamente i loro spazi “intimi”, limitando drasticamente il numero dei follower, destinati ad un pubblico ristretto di amici considerati veri, con i quali condividere tutto, ma proprio tutto il loro mondo, con l’illusione che rimanga uno spazio totalmente privato. Per quanto i profili possano essere nascosti, nel momento in cui le foto vengono pubblicate online diventano pubbliche e potenzialmente possono arrivare sotto gli occhi di tutti e arrivare in alcuni casi nelle mani sbagliate (grooming online). Inoltre, all’interno di questi rifugi della rete il comportamento degli adolescenti rischia di cambiare e di esporli a pericoli non controllati: ad esempio esistono tantissime comunità che ruotano intorno all’autolesionismo dove vengono postate quotidianamente foto e video in cui i ragazzi si fanno intenzionalmente del male per sostenersi e rinforzarsi a vicenda oppure ritrovarsi in gruppi che osannano il corpo e la magrezza estrema, con il rischio di incentivare ancora di più le patologie alimentari. I dati in merito a questo fenomeno sono allarmanti e in costante crescita, sono infatti aumentanti del 3% rispetto allo scorso anno. Da un’indagine svolta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza (Presidente dott.ssa Maura Manca) su circa 5000 adolescenti, è emerso che il 14% possiede un profilo finto, di cui i ragazzi si servono per rimanere nell’ombra. Il 24% dei genitori non è a conoscenza di tutti i profili del figlio, non conosce il funzionamento di tanti social network e non li può monitorare. Il 15% di loro non era informato e non era d’accordo quando il figlio ha aperto per la prima volta un profilo social. Ma i genitori che ruolo hanno? I genitori, molto spesso, una volta regalato lo smartphone ai figli, non conoscono minimamente l’uso che ne fanno: i ragazzi si muovono liberamente nel Web, perché la maggior parte dei genitori non conosce i vari social network, non è in grado di seguire i loro movimenti e di comprendere i reali pericoli che possono celarsi dietro ad un utilizzo distorto della rete. Infatti, un dato da NON sottovalutare è che il 90% dei genitori NON controlla il cellulare dei figli e solo l’8% dei genitori pretende la password dei social network per vedere quello che viene pubblicato e controllare le persone che vengono aggiunte alla lista dei cosiddetti “amici”, mentre il 25% richiede direttamente l’amicizia sui social per monitorare da vicino le varie attività. Quali sono i rischi per i nostri ragazzi? Gli adolescenti è vero che sono figli della tecnologia, ma troppe volte non sono adeguatamente informati, non hanno gli strumenti adeguati per fronteggiare le minacce nascoste e quindi non si rendono conto di quello a cui realmente possono andare incontro. Hanno bisogno di una guida, di genitori preparati che in maniera consapevole li accompagnino nei meandri della rete: fare prevenzione non significa proibire loro di navigare nel Web, significa informarsi e informare, perché solo in questo modo è possibile tutelare e proteggere i ragazzi dal lato oscuro della rete. (Osservatorio Nazionale Adolescenza – www.adolescienza.it) Condividi:Fai clic qui per condividere su Twitter (Si apre in una nuova finestra)Fai clic per condividere su Facebook (Si apre in una nuova finestra) SEGNALAZIONI Scrivi Cancella commentoLa tua email non sarà pubblicataCommentaNome* Email* Sito Avvertimi via email in caso di risposte al mio commento. Avvertimi via email alla pubblicazione di un nuovo articolo. Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.