Tanti adolescenti spostano la propria vita direttamente sul Web e spesso si nascondono, non si vogliono far vedere e aprono dei profili finti, all’interno del quale si sentono di potersi muovere liberamente: tale tendenza nasce proprio dal bisogno di volersi mostrare senza maschere, senza finzioni e di avere un posto in cui esprimere realmente se stessi senza venire giudicati ed essere presi in giro.

In questa realtà parallela, i ragazzi custodiscono gelosamente i loro spazi “intimi”, limitando drasticamente il numero dei follower, destinati ad un pubblico ristretto di amici considerati veri, con i quali condividere tutto, ma proprio tutto il loro mondo, con l’illusione che rimanga uno spazio totalmente privato. Per quanto i profili possano essere nascosti, nel momento in cui le foto vengono pubblicate online diventano pubbliche e potenzialmente possono arrivare sotto gli occhi di tutti e arrivare in alcuni casi nelle mani sbagliate (grooming online).

Inoltre, all’interno di questi rifugi della rete il comportamento degli adolescenti rischia di cambiare e di esporli a pericoli non controllati: ad esempio esistono tantissime comunità che ruotano intorno all’autolesionismo dove vengono postate quotidianamente foto e video in cui i ragazzi si fanno intenzionalmente del male per sostenersi e rinforzarsi a vicenda oppure ritrovarsi in gruppi che osannano il corpo e la magrezza estrema, con il rischio di incentivare ancora di più le patologie alimentari.

I dati in merito a questo fenomeno sono allarmanti e in costante crescita, sono infatti aumentanti del 3% rispetto allo scorso anno.

Da un’indagine svolta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza (Presidente dott.ssa Maura Manca) su circa 5000 adolescenti, è emerso che il 14% possiede un profilo finto, di cui i ragazzi si servono per rimanere nell’ombra. Il 24% dei genitori non è a conoscenza di tutti i profili del figlio, non conosce il funzionamento di tanti social network e non li può monitorare. Il 15% di loro non era informato e non era d’accordo quando il figlio ha aperto per la prima volta un profilo social.

Ma i genitori che ruolo hanno?

I genitori, molto spesso, una volta regalato lo smartphone ai figli, non conoscono minimamente l’uso che ne fanno: i ragazzi si muovono liberamente nel Web, perché la maggior parte dei genitori non conosce i vari social network, non è in grado di seguire i loro movimenti e di comprendere i reali pericoli che possono celarsi dietro ad un utilizzo distorto della rete. Infatti, un dato da NON sottovalutare è che il 90% dei genitori NON controlla il cellulare dei figli e solo l’8% dei genitori pretende la password dei social network per vedere quello che viene pubblicato e controllare le persone che vengono aggiunte alla lista dei cosiddetti “amici”, mentre il 25% richiede direttamente l’amicizia sui social per monitorare da vicino le varie attività.

Quali sono i rischi per i nostri ragazzi?

Gli adolescenti è vero che sono figli della tecnologia, ma troppe volte non sono adeguatamente informati, non hanno gli strumenti adeguati per fronteggiare le minacce nascoste e quindi non si rendono conto di quello a cui realmente possono andare incontro.

Hanno bisogno di una guida, di genitori preparati che in maniera consapevole li accompagnino nei meandri della rete: fare prevenzione non significa proibire loro di navigare nel Web, significa informarsi e informare, perché solo in questo modo è possibile tutelare e proteggere i ragazzi dal lato oscuro della rete.

(Osservatorio Nazionale Adolescenza – www.adolescienza.it)

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