Condannati i quattro minorenni che violentarono lo scorso Marzo una giovane trentenne, educatrice di una comunità. Il giudice Marilena Chessa ha stabilito pene fino a 3 anni e due mesi di reclusione, senza messa alla prova. Quanto avvenuto quella notte è stato ricostruito grazie alle analisi dei filmati presenti nella struttura e del racconto della vittima.  Terrorizzata, sequestrata e violentata da quattro giovanissimi di età compresa tra i 14 e i 17 anni, per una lunga notte da incubo. La violenza, si è consumata in un centro per minorenni di Busto Arsizio, dove la donna prestava servizio. L’episodio è avvenuto il 17 marzo scorso. Per i giovanissimi, accusati di violenza sessuale di gruppo, aggravata dal ruolo di incaricato di pubblico servizio ricoperto dall’educatrice, la condanna dal Tribunale dei Minorenni.  Dall’ analisi dei filmati delle telecamere installate negli spazi comuni della comunità, è stata ricostruita la notte di terrore vissuta dalla donna tenuta in ostaggio dal gruppo di giovani con gravi problemi comportamentali, in alcuni casi anche di natura sessuale.  Secondo quanto è emerso, la donna sarebbe stata attirata con una scusa nella stanza di uno di loro, in piena notte, i ragazzi avrebbero iniziato a insultarla e minacciarla con un coltello cercando di spogliarla dopo averla immobilizzata. Nel corso della notte ha continuato a subire violenze, che i giovani nel tentativo di minimizzare l’accaduto hanno definito «scherzi pesanti». L’avrebbero percossa con un bastone, gettandole sul volto urine e sporcandola con il dentifricio. Si aggiravano per le stanze completamente nudi e, nel tentativo di evitare conseguenze, hanno cercato di coprire maldestramente le telecamere.

( FRANCESCA CAPIZZI)

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