Nel 2002 Marianna Manduca era stata uccisa dal marito Saverio Nolfo, condannato a 21 anni di reclusione in primo grado. Un omicidio preannunciato, visto che la donna lo aveva già denunciato invano per ben dodici volte, prima della tragedia.

I tre figli avevano così chiesto un risarcimento che gli era stato negato dalla Corte d’Appello. Adesso, però, il loro diritto a 259mila euro di risarcimento per la mancata tutela della loro mamma da parte dello Stato è stato accolto dalla Cassazione. Il caso, dunque, sarà adesso riaperto ed esaminato dalla Corte di Appello di Catanzaro designata dalla Cassazione come giudice del rinvio, a seguito dell’annullamento del verdetto emesso dalla Corte di Appello di Messina il 19 marzo 2019. Con questo verdetto emesso dalla Terza sezione civile in materia di “responsabilità dei magistrati”, i supremi giudici hanno accolto il ricorso di Carmelo Cali’, il cugino di Marianna Manduca, che ha adottato i tre figli rimasti orfani della mamma e che in loro nome si è costituito in giudizio contro la Presidenza del Consiglio dei ministri che aveva ottenuto la revoca dell’indennizzo con una sentenza che aveva suscitato polemiche e indignazione.

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